Il 3 luglio ricorre l’International Plastic Bag Free Day

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Sapevate che un sacchetto di plastica impiega circa 1.000 anni per degradarsi in una discarica?
Tuttavia, è importante precisare che i sacchetti non si decompongono mai completamente. Piuttosto possiamo dire che si scompongono in microplastiche che assorbono tossine e continuano a inquinare l’ambiente.
Secondo World Counts, sito web che fornisce dati statistici, ogni anno vengono utilizzati 5.000 miliardi di sacchetti di plastica. Questo numero corrisponde a circa 160.000 sacchetti di plastica al secondo, causando gravi danni ambientali. 
È necessario adottare misure concrete per ridurre il loro utilizzo.
La Giornata Internazionale senza sacchetti di plastica – International Plastic Bag Free Day è un’iniziativa lanciata da Rezero nel 2006.
http://www.rezero.cat/en/campanyes/plastic-bag-free-catalunya/
Il 3 luglio ricorre l’International Plastic Bag Free Day

Il 3 luglio ricorre l’International Plastic Bag Free Day

La campagna contro i sacchetti di plastica monouso è nata in Catalogna grazie a un gruppo di persone che, ancora oggi, si batte per per questa importante causa.
Questa giornata viene celebrata ogni 3 luglio.
L’obiettivo è promuovere la tutela dell’ambiente e per far conoscere le conseguenze dell’utilizzo di plastica monouso, in particolar modo dei sacchetti di plastica.

Plastic Bag Free Day: quando nasce?

È affascinante notare come il polietilene, la plastica più diffusa al mondo e utilizzata anche per i sacchetti convenzionali, sia stato scoperto per puro caso. Nel 1933, un gruppo di chimici presso lo stabilimento ICI di Wallerscote stava conducendo ricerche sui polimeri ottenendo risultati inaspettati. Infatti da quel residuo di cera bianca ha preso vita il polietilene.


Inizialmente, questa scoperta ha trovato impiego nell’esercito britannico durante la Seconda Guerra Mondiale come materiale isolante per i cavi radar. Di conseguenza, la sostanza è rimasta un segreto custodito fino al dopoguerra.
Fino a quando, nel 1960, un’azienda svedese chiamata Celloplast ha depositato un brevetto negli Stati Uniti per l’utilizzo del polietilene come materiale per l’imballaggio.


Il progetto iniziale è stato poi ulteriormente sviluppato. Nel 1965 il team aziendale ha ottenuto il brevetto per quello che oggi conosciamo come “sacchetto di plastica”. Questi sacchetti hanno rapidamente sostituito le borse della spesa in tessuto. Le catene di supermercati presenti in Europa e negli Stati Uniti hanno iniziato a preferirli. Questo ovviamente per via del loro costo inferiore rispetto alle altre alternative allora esistenti.
Il 3 luglio ricorre l’International Plastic Bag Free Day

I sacchetti di plastica sono davvero convenienti?

I sacchetti di plastica monouso sono progettati per essere gettati immediatamente dopo l’uso. Questo processo segue un modello di economia lineare e non quella circolare, a noi molto cara.
I sacchetti per le aziende sono vantaggiosi. Leggeri, flessibili ed estremamente economici grazie al loro basso costo di produzione…. Tuttavia, possiamo davvero considerarli convenienti?

Il valore di mercato dei sacchetti di plastica non tiene conto dei costi di produzione né dei danni che provocano all’ambiente. Il polietilene utilizzato per la loro produzione deriva dal cracking del gas naturale o dal petrolio raffinato. Poiché queste risorse si trovano sotto terra, devono essere estratte tramite pozzi di perforazione. Si stima che solo negli Stati Uniti vengano utilizzati circa 12 milioni di barili di petrolio all’anno per produrre i sacchetti di plastica.

Inoltre, a differenza di quanto si potrebbe pensare, la plastica è spesso difficile da riciclare. Una busta di carta può essere riciclata in altre buste di carta e una lattina di alluminio può essere riciclata in più lattine di alluminio. La plastica invece, anche se etichettata come riciclabile, di solito non può essere riciclata nello stesso tipo di materiale originale. Ciò comporta un impatto significativo sull’ambiente e rappresenta una grave minaccia per il clima e la salute delle persone.

I sacchetti di plastica danneggiano la salute e l’ambiente

Il 3 luglio ricorre l’International Plastic Bag Free Day

L’imballaggio rappresenta spesso una strategia di marketing. Le aziende nel settore alimentare, le multinazionali e le catene di supermercati sono responsabili della maggior parte dei rifiuti di plastica monouso. Tuttavia, il processo di lavorazione della plastica causa danni all’ambiente e alla vita umana, dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento finale.


L’estrazione del petrolio per la produzione dei sacchetti di plastica danneggia gli ecosistemi locali. Inoltre contamina le riserve d’acqua sotterranee ed espone le comunità locali a sostanze chimiche tossiche.
Secondo World Counts, si stima che ogni anno 300 milioni di sacchetti di plastica finiscano nell’Oceano Atlantico. Quando ciò accade, le sostanze chimiche rilasciate compromettono il processo di fotosintesi del prochlorococcus. Si tratta di un importante microrganismo marino che fornisce circa un decimo dell’ossigeno mondiale. Questo batterio e molte altre specie marine subiscono un impatto negativo sulla salute a causa dell’aumento della presenza di plastica negli oceani. Gli effetti dei materiali plastici sulla vita marina sono insidiosi.


Esistono inoltre conseguenze negative a lungo termine sulla salute umana dovute al consumo di cibi e bevande conservati in imballaggi di plastica monouso, che comporta l’esposizione al BPA (bisfenolo A). Questa tossina dannosa è stata associata a problemi riproduttivi, immunitari e neurologici. Non solo: da recenti studi, la tossina è legata a un aumento del rischio di Alzheimer, asma infantile, malattie metaboliche, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

L’importanza dell’International Plastic Bag Free Day

Spesso, quando si va in un negozio e si prende un sacchetto di plastica, lo si fa perché non si dispone di informazioni sufficienti sull’impatto che questo può avere sull’ambiente e sulla salute delle persone. È quindi fondamentale celebrare questa giornata per consentire la diffusione di consapevolezza. Conoscere le conseguenze della plastica monouso e condividere informazioni su alternative e abitudini ecologiche può ridurre al minimo l’impatto negativo.


Rezero e altri movimenti che si battono per il divieto della plastica monouso hanno influenzato le autorità locali.
Come?
Incoraggiandole ad adottare regolamenti che favoriscano un cambiamento nelle abitudini dei cittadini. Negli ultimi anni, le amministrazioni pubbliche e gli organi legislativi hanno promosso leggi, piani e accordi volontari che cercano di fornire una soluzione al problema dei sacchetti di plastica.
Ad esempio, la Commissione Europea, preoccupata dall’impatto dei rifiuti di plastica sull’ambiente, ha stabilito nel 2021 le regole per l’applicazione della Direttiva sulle plastiche monouso. Anche il governo italiano aveva previsto nel 2020 una tassa sulla plastica. L’obiettivo era quello di promuovere una riduzione della produzione di plastica monouso, ma a causa della pandemia è stata posticipata al 2023.

Il 3 luglio ricorre l’International Plastic Bag Free Day

In Italia, oltre alle istituzioni, numerose organizzazioni e movimenti hanno promosso il divieto dei sacchetti di plastica e hanno organizzato iniziative per la gestione dei rifiuti plastici.
Tra questi, vi è ad esempio l’iniziativa #MissioneSpiaggePulite del WWF. L’obiettivo è liberare almeno 1.500.000 metri quadrati di spiagge italiane dalla plastica e dai rifiuti abbandonati. È possibile trovare i luoghi in cui il WWF sta operando anche nelle vicinanze.

Certamente, il gruppo di chimici che nel 1933 scoprì il polietilene non poteva immaginare queste conseguenze. Un futuro fatto di tonnellate di rifiuti negli oceani, degrado del suolo e malattie mortali per l’umanità derivanti dall’evoluzione di quella rivoluzionaria invenzione non era previsto. Il riconoscimento della giornata internazionale “No al sacchetto di plastica” rappresenta quindi un’opportunità unica per sensibilizzare sull’impatto che i sacchetti di plastica monouso hanno sull’ambiente e sulla salute delle persone, nonché per iniziare a cooperare per invertire la situazione.

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